SINDROME DA RIENTRO: CHE COS’È E COME SI MANIFESTA

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Anche se la parola “sindrome” potrebbe essere un po’ fuorviante, quando parliamo di sindrome da rientro non ci riferiamo ad una vera e propria patologia, bensì ad un insieme di condizioni che si verificano al momento della fine delle vacanze, caratterizzate da una sensazione generale di malessere e demoralizzazione.

Il ritorno alla routine non è facile per nessuno, specialmente dopo un periodo di relax in cui finalmente possiamo staccare la spina e dedicarci completamente a noi stessi.

Durante il periodo di ferie ci si libera dalle pressioni e dalle preoccupazioni della vita quotidiana, per entrare quasi in uno stato di estraniamento dalla realtà, in cui finalmente si ha la possibilità di riconnettersi con se stessi e con i propri desideri più autentici.

Abbandonare questa condizione è tutt’altro che semplice, e ritornare alla monotonia del trantran lavorativo può essere causa di stati di avvilimento che possono influire sul corpo e sull’umore e, di conseguenza, sulla concentrazione e sul rendimento.

Vediamo quindi come riconoscere la sindrome da rientro e come affrontarla nel migliore dei modi.

La prima cosa da sapere è che il ritorno alla vita quotidiana viene vissuta dal nostro organismo come una forma di stress, a cui risponde di conseguenza.

Non vi stupite, quindi, se vi sentite in ansia o se avvertite una certa tensione muscolare o una sensazione di vuoto allo stomaco. È semplicemente il nostro cervello che percepisce il rientro a lavoro come una forma di “pericolo” e che invia segnali d’allerta al sistema nervoso centrale.

La sindrome da rientro si palesa con una serie di disturbi psicologici e fisici che, soprattutto durante i primi giorni, possono destare preoccupazione.

Ma non vi allarmate: è solo il vostro corpo che si sta ricalibrando su determinati ritmi e, per farlo, ha bisogno dei suoi tempi.

Come affrontare al meglio il rientro a lavoro: 3 consigli

Lamentarsi o autocompatirsi non serve a nulla, se non ad amplificare quel senso di malumore generale che già accompagna normalmente la fine delle vacanze.

Vediamo quindi come mantenere un atteggiamento positivo e non darla vinta alla sindrome da rientro.

Non immergetevi a capofitto nella routine, ma riprendete i vostri impegni quotidiani gradualmente, dandovi qualche giorno di tempo per riabituarvi. Sovraccaricarvi nel giro di poco tempo servirà solo a farvi sentire più stressati e insoddisfatti;

Soprattutto durante i primi giorni ritagliatevi dei momenti per voi, da dedicare a voi stessi, ai vostri amici, a quello che vi piace fare: insomma, ritagliatevi del tempo libero.
Rendere meno traumatico il passaggio dalla spiaggia alla scrivania dell’ufficio è di grande aiuto per ringranare a dovere e iniziare la giornata senza il magone allo stomaco;

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